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Situato a 650 metri di altitudine, Conio è il borgo più alto della Valle del Maro, in provincia di Imperia. Sorge su uno sperone roccioso ai piedi del Monte Grande, in una posizione panoramica che regala una splendida vista su tutta la vallata. Il fascino del borgo risale al XIII secolo, quando i Conti di Ventimiglia lo scelsero come sede per una delle loro roccaforti, poste a difesa e controllo del territorio.
Il castello di Conio
Il monumento simbolo di Conio è senza dubbio il Castello, situato nella parte più alta del paese. In origine roccaforte medievale, fu successivamente trasformato in palazzo signorile. Durante la Seconda Guerra Mondiale, subì gravi danni a causa di un incendio, ma è stato in seguito restaurato e oggi è utilizzato come spazio per eventi culturali e incontri comunitari.
Un altro protagonista indiscusso di Conio è il fagiolo, prodotto identitario di questo piccolo e affascinante borgo.
Viene coltivato sulle terrazze che digradano poco sotto l’abitato, secondo una pratica agricola antica che racconta il rapporto stretto tra la comunità e il suo territorio.
È un legume dal gusto delicato e dalla consistenza morbida, protagonista della tradizionale ricetta dello zemin – una zuppa di fagioli, verdure e carni – che si può assaporare durante la manifestazione dedicata, organizzata ogni anno nel mese di settembre.
La Chiesa di San Maurizio e le architetture rurali
Poco fuori dal centro abitato si trova la Chiesa di San Maurizio, un antico edificio religioso in stile rustico. Sorge in una posizione isolata che segna l’antico sito di un insediamento medievale, precedente alla nascita del borgo attorno al castello. La sua architettura semplice riflette la tradizione montana dell’entroterra ligure.
Il centro di Conio è attraversato da numerose strade secondarie che scendono verso Borgomaro, Poggialto e San Bernardo di Conio, a testimonianza dell’importanza storica del borgo come nodo di collegamento locale.
Fontane, lavatoi e memoria contadina
Passeggiando per le vie del paese si incontrano fontane in pietra e uno dei lavatoi più interessanti della valle. Questo lavatoio, ben conservato e collocato in un ampio vano, ha una vasca quadrata circondata da lastroni di ardesia, che ne permettevano l’uso da ogni lato. La copertura in pietra richiama il carattere montano dell’abitato e la sua storica connessione con la transumanza, che collegava il Monte Grande alle vaste aree pascolive tra la Valle del Roja e il Tanaro.
Piccolissimo borgo, è adagiato sul crinale orientale che scende dal Monte Grande, esso è composto da un gruppo di case di costruzione relativamente recente, disposte tra gli alti crinali della valle Argentina e lungo l’importante strada di collegamento col Piemonte. Nei suoi prati crescono molte varietà di fiori protetti: genziana, genzianella, viola, margherita, lavanda e tulipano dei monti, mentre nei suoi boschi si raccolgono ottimi funghi. Su questi crinali si possono ancor oggi ammirare numerose costruzioni rustiche con pietre a secco tipiche della valle del Maro: sono le caselle costruite dai pastori, come riparo per gli animali e per gli attrezzi.
Panorama di Chiusavecchia

La chiesetta di Santo Stefano a Lucinasco

Gastronomia della Valle Impero


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In questa sezione troverete alcune proposte di passeggiate e piccoli itinerari, ideali per esplorare la valle tra natura, storia e paesaggi.
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Il paese è conosciuto anche per la sua gastronomia: la buridda è il piatto che identifica subito questo bel borgo in Valle Impero!
Appunti gastronomici su Caravonica…
Sagra della Buridda: vera specialità di Caravonica, accompagnata da vini locali: il Vermentino, il Pigato e l’Ormeasco. La ricetta per preparare questa pietanza vede la presenza di cipolla, uno spicchio di aglio, un gambo di sedano, mezza carota, un ciuffo di prezzemolo, un pomodoro, due filetti di acciuga, gronghi, boldrò, sale, pepe, farina.
Le nostre tradizioni
SETTIMANA SANTA
Anche a Caravonica, anticamente, erano previste cerimonie per tale ricorrenza.
Il Mercoledì Santo era d’uso offrire ai ragazzi “una micca” ovvero un tozzo di pane dalla caratteristica forma ovoidale leggermente appuntito e il giorno dopo, ovvero il Giovedì Santo, si ripeteva lo stesso rito riferito gli uomini che ricevevano anche mezzo litro di vino.
IL GIORNO DELCORPUS DOMINI
Le vie del paese erano cosparse di fiori di ginestre che i ragazzi raccoglievano nei boschi per la solenne processione che attraversava il paese.
S.ANTONIO
Quando arrivava la festa di Sant’Antonio, il 13 giugno i giovani erano contenti perché finalmente si poteva ballare. L
Un tempo a Sant’Antonio la fiera si svolgeva sulla piazza della Madonna delle Vigne dove erano presenti anche quattro osterie; di Sant’Anna, del Gelsomino, della Castagna e della Noce.
SAN MICHELE
In questa giornata dedicata ai festeggiamenti del Santo si svolge la processione che prevede la presenza della statua, opera di uno scultore genovese vissuto nell’Ottocento. La statua raffigura San Michele nell’atto di sconfiggere il diavolo, rappresentato dal dragone.
Le curiosità su Caravonica
Sacra Sindone: a Caravonica transitò e sostò la duchessa di Savoia che fuggiva dall’assedio di Torino portando con sé la Sindone prima di proseguire verso Imperia ed imbarcarsi per Genova. Tutto ciò accadde nel corso del XVIII secolo. Si trattenne a Caravonica nel palazzo De Thomatis chiamato, appunto per ciò che accadde, il palazzo della Contessa. La reliquia religiosa però non fu mostrata agli abitanti.
Caravonica fu anche la patria degli architetti Ponzello che operarono a Genova e furono i protagonisti delle grandi trasformazioni urbanistiche di questa città nel corso del XVI secolo. Passarono poi al servizio dei Savoia ela loro opera non fu presente solo in Liguria ma anche in vari luoghi dell’Italia nord. Il mulino di proprietà in Caravonica venne poi ceduto e a partire dal XVIII si persero le tracce di questa famiglia.
Anticamente, il borgo di Caravonica era posto proprio sulla strada che conduceva in Piemonte, quella strada che poi, quando la valle di Oneglia fu acquistata dai Savoia, prese il nome di Strada Regia del Piemonte. Questa via era percorsa da carovane di muli che portavano l’olio e il sale nell’entroterra ritornando carichi di grano. Certuni sostengono che Caravonica derivi appunto dalle carovane che vi transitavano numerose.
C’è però un’altra leggenda, molto più poetica. Si racconta che ci fosse un tempo una bellissima fanciulla di nome Nice, dotata di una voce incantevole. Quando andava a pascolare le sue pecore cantava nel silenzio dei prati, la sua voce si spargeva all’intorno e i contadini sospendevano il lavoro per godere quella melodia: la cara voce di Nice, cara vox Nicae e da qui sarebbe derivato il toponimo.
Nei dintorni di Caravonica vi sono le piccole grotte e le fonti sorgive della Bramosa.
La storia del Santuario della Madonna delle Vigne pare sia legato ad una leggenda.
Le nostre manifestazioni
GIUGNO
Caravonica
(2^ settimana) Fiera e festa di Sant’Antonio e sagra della Buridda (sabato e
domenica)
SETTEMBRE
Caravonica
29/09 Festa patronale di San Michele Arcangelo

Orietta organizza visite guidate personalizzate nei borghi della valle Impero
Un piatto tipico di Aurigo e dell’intera provincia di Imperia è rappresentato dalla torta verde (a turta de gè) che, anticamente in questo borgo veniva chiamata
“L’Alleluja” perché doveva essere pronta per il suono della campana del Gloria del Sabato Santo e non poteva essere consumata prima che il parroco l’avesse benedetta
Oltre all’olio, un prodotto che rende fieri gli abitanti di Aurigo è il pane che vanta una notevole tradizione tramandata di padre in figlio.
Aurigo era famoso per i FICHI: i contadini mettevano a dimora una piantina ogni volta che rifacevano un muretto a secco negli uliveti e gli aurighesi erano chiamati “figalei”, amanti dei fichi, dagli abitanti dei paesi vicini. Anticamente i fichi secchi costituivano una notevole risorsa economica: infatti era una delle pochissime forme di assunzione zuccherina. Inoltre questi frutti costituivano merce di scambio con le patate prodotte dai contadini dei paesi dell’alta Valle Arroscia e dell’alta Valle Tanaro.
L
Nel territorio di Aurigo esistono numerose edicole, chiamate anche piloni, che ripercorrono il paese ed arrivano fino alla chiesa di Sant’Andrea.
Inoltre è d’obbligo accennare alla predisposizione degli aurighesi alla musica in tutte le sue forme: dalle manifestazioni sacre e profane, alle serate di corteggiamento, alle canzoni da osteria, dai canti confraternali agli inni religiosi.
Ad Aurigo esiste una tradizione molto antica che viene portata avanti daun gruppo di appassionati (battagliatori)che fanno suonare le campane con lebraccia e le gambe con l’ausilio di corde divulgando così dall’alto del campanile vere e proprie melodie.
Aurigo
Giugno
Festa patronale di San Paolo, sagra e serata danzante
Agosto
15/08 Festa dell’Assunzione della Beata Vergine
Settembre
21/09 Festa della Beata Addolorata
Novembre
30/11 Festa di Sant’Andrea e processione verso l’antica chiesa dedicata al Santo.
Poggialto
Febbraio
09/02 Festa di Santa Apollonia
Agosto
17-20/08 Festa di San Bernardo
Ottobre: Festa della Vergine del Rosario
Questo edificio sacro risale al XVII secolo ed è in stile barocco.
L’interno è a navata unica, trasformata dall’artista locale Filippo Marvaldi in un edificio a croce latina.
Si possono ammirare: uno splendido crocefisso ligneo, il gruppo marmoreo della Madonna con il Bambino e la statua della Beata Vergine.
La chiesa si trova poco sopra il borgo, fu eretta nel 1100 e poi ricostruita in stile barocco. Svolse anticamente la funzione di chiesa parrocchiale prima che la popolazione si raccogliesse attorno al castello . Accanto alla chiesa vi è il campanile-torre che era collegato con la “Colombera” una torre di cui non esiste che la base quadrangolare, che era una delle strutture a difesa della valle.
Orietta organizza visite guidate personalizzate nei borghi della valle Impero
Tra storia medievale, sentieri e panorami sulla Valle Impero
Maro Castello è una suggestiva frazione di Borgomaro, situata sulla collina che sovrasta il borgo principale. Il nucleo abitato è raggiungibile sia tramite la strada carrozzabile, sia percorrendo una pittoresca mulattiera che risale dolcemente la collina dal fondovalle, offrendo scorci panoramici e un’immersione nella natura.
La storia di Maro Castello è indissolubilmente legata al castello che gli ha dato il nome. Edificato con ogni probabilità nel XV secolo come residenza dei Conti di Ventimiglia, il castello fu progettato con una struttura solida e imponente, assumendo un ruolo strategico nella difesa della valle.
Oggi del castello rimangono solo alcuni ruderi, ancora visibili dalla piazzetta principale della borgata. La fortezza fu infatti distrutta nel XVII secolo durante l’assedio delle truppe genovesi, segnando la fine del suo ruolo militare, ma lasciando una traccia profonda nella memoria del luogo.
Passeggiare tra le case in pietra e i vicoli di Maro Castello significa scoprire uno degli angoli più autentici della Valle Impero, dove la storia incontra il paesaggio, e ogni pietra racconta il passato di questa terra.
San Lazzaro Reale
Borgo storico sul percorso del Ponente ligure
San Lazzaro Reale è un affascinante borgo della Valle Impero, situato in posizione strategica alla confluenza tra il rio Trexenda e il torrente Impero. Arroccato su un pendio soleggiato, questo piccolo centro conserva ancora oggi il fascino del suo passato, legato ai grandi itinerari del Ponente ligure.
Il borgo si sviluppa lungo un antico tracciato viario: da qui passavano le mulattiere storiche che, partendo da Oneglia, si diramavano verso il Piemonte e i borghi di crinale e fondovalle della valle. Questi percorsi, fondamentali per il commercio e le comunicazioni nei secoli passati, rendono oggi San Lazzaro un punto d’interesse anche per gli amanti del trekking e della scoperta lenta del territorio.
Un importante segno di questo passato è lo storico ponte in pietra, costruito alla fine del XV secolo e ancora ben conservato. Con le sue due arcate, attraversa il torrente Impero ed è uno dei simboli architettonici del borgo.
La chiesa parrocchiale ospita un interessante trittico della Madonna col Bambino, opera attribuita alla bottega dei Guidi da Ranzo, pittori attivi nel XVI secolo nel Ponente ligure.
San Lazzaro Reale vanta anche un legame con una figura di rilievo nella storia della botanica italiana: Rinaldo Corradi (al secolo Bartolomeo, 1896-1976). Nato nel borgo, Corradi fu tecnico presso l’Erbario Centrale Italiano dell’Università di Firenze. Partecipò a numerose spedizioni botaniche in Africa e collaborò alla stesura dell’Erbario Passerini, includendo molte specie raccolte proprio nel territorio della Valle Impero.
Numerose piante tipiche della regione, come la Campanula sabatia (endemica ligure) e il Crocus ligusticus (delle Alpi Occidentali), furono raccolte da lui nella sua tenuta a Pagan, testimonianza dell’unicità botanica di questi luoghi.
L’economia locale resta oggi legata alla tradizione agricola e, in particolare, alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio extravergine di oliva, attività che ancora oggi caratterizzano il paesaggio e l’identità del borgo.
Situato a 650 metri di altitudine, Conio è il borgo più alto della Valle del Maro, in provincia di Imperia. Sorge su uno sperone roccioso ai piedi del Monte Grande, in una posizione panoramica che regala una splendida vista su tutta la vallata. Il fascino del borgo risale al XIII secolo, quando i Conti di Ventimiglia lo scelsero come sede per una delle loro roccaforti, poste a difesa e controllo del territorio.
Il castello di Conio
Il monumento simbolo di Conio è senza dubbio il Castello, situato nella parte più alta del paese. In origine roccaforte medievale, fu successivamente trasformato in palazzo signorile. Durante la Seconda Guerra Mondiale, subì gravi danni a causa di un incendio, ma è stato in seguito restaurato e oggi è utilizzato come spazio per eventi culturali e incontri comunitari.
Un altro protagonista indiscusso di Conio è il fagiolo, prodotto identitario di questo piccolo e affascinante borgo.
Viene coltivato sulle terrazze che digradano poco sotto l’abitato, secondo una pratica agricola antica che racconta il rapporto stretto tra la comunità e il suo territorio.
È un legume dal gusto delicato e dalla consistenza morbida, protagonista della tradizionale ricetta dello zemin – una zuppa di fagioli, verdure e carni – che si può assaporare durante la manifestazione dedicata, organizzata ogni anno nel mese di settembre.
La Chiesa di San Maurizio e le architetture rurali
Poco fuori dal centro abitato si trova la Chiesa di San Maurizio, un antico edificio religioso in stile rustico. Sorge in una posizione isolata che segna l’antico sito di un insediamento medievale, precedente alla nascita del borgo attorno al castello. La sua architettura semplice riflette la tradizione montana dell’entroterra ligure.
Il centro di Conio è attraversato da numerose strade secondarie che scendono verso Borgomaro, Poggialto e San Bernardo di Conio, a testimonianza dell’importanza storica del borgo come nodo di collegamento locale.
Fontane, lavatoi e memoria contadina
Passeggiando per le vie del paese si incontrano fontane in pietra e uno dei lavatoi più interessanti della valle. Questo lavatoio, ben conservato e collocato in un ampio vano, ha una vasca quadrata circondata da lastroni di ardesia, che ne permettevano l’uso da ogni lato. La copertura in pietra richiama il carattere montano dell’abitato e la sua storica connessione con la transumanza, che collegava il Monte Grande alle vaste aree pascolive tra la Valle del Roja e il Tanaro.
Piccolissimo borgo, è adagiato sul crinale orientale che scende dal Monte Grande, esso è composto da un gruppo di case di costruzione relativamente recente, disposte tra gli alti crinali della valle Argentina e lungo l’importante strada di collegamento col Piemonte. Nei suoi prati crescono molte varietà di fiori protetti: genziana, genzianella, viola, margherita, lavanda e tulipano dei monti, mentre nei suoi boschi si raccolgono ottimi funghi. Su questi crinali si possono ancor oggi ammirare numerose costruzioni rustiche con pietre a secco tipiche della valle del Maro: sono le caselle costruite dai pastori, come riparo per gli animali e per gli attrezzi.
Grazie alclima mite tutto l’anno, visitare i borghi della Valle Impero è sempre un’ottima idea. Qui, fra oliveti secolari e colline profumate di macchia mediterranea, ti aspettano panorami che spaziano dal Mare Ligure alle cime delle Alpi.
Clima piacevole: temperature equilibrate, ideali per passeggiate ed escursioni.
Paesaggi cangianti: dagli ulivi d’argento ai boschi che in autunno si tingono di rosso.
Borghi medievali intatti: carruggi in pietra, logge antiche e chiese barocche.
Sapori autentici: olio extravergine DOP, formaggi d’alpeggio, gastronomia locale da gustare.
Vuoi conoscere ogni segreto di questo angolo di Liguria?Contattami: costruirò per te un itinerario personalizzato tra storia, natura e gusto.
Ti aspetto inValle Impero. Buone scoperte!
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