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Visite guidate nell’entroterra imperiese
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Il paese è conosciuto anche per la sua gastronomia: la buridda è il piatto che identifica subito questo bel borgo in Valle Impero!
Appunti gastronomici su Caravonica…
Sagra della Buridda: vera specialità di Caravonica, accompagnata da vini locali: il Vermentino, il Pigato e l’Ormeasco. La ricetta per preparare questa pietanza vede la presenza di cipolla, uno spicchio di aglio, un gambo di sedano, mezza carota, un ciuffo di prezzemolo, un pomodoro, due filetti di acciuga, gronghi, boldrò, sale, pepe, farina.
Le nostre tradizioni
SETTIMANA SANTA
Anche a Caravonica, anticamente, erano previste cerimonie per tale ricorrenza.
Il Mercoledì Santo era d’uso offrire ai ragazzi “una micca” ovvero un tozzo di pane dalla caratteristica forma ovoidale leggermente appuntito e il giorno dopo, ovvero il Giovedì Santo, si ripeteva lo stesso rito riferito gli uomini che ricevevano anche mezzo litro di vino.
IL GIORNO DELCORPUS DOMINI
Le vie del paese erano cosparse di fiori di ginestre che i ragazzi raccoglievano nei boschi per la solenne processione che attraversava il paese.
S.ANTONIO
Quando arrivava la festa di Sant’Antonio, il 13 giugno i giovani erano contenti perché finalmente si poteva ballare. L
Un tempo a Sant’Antonio la fiera si svolgeva sulla piazza della Madonna delle Vigne dove erano presenti anche quattro osterie; di Sant’Anna, del Gelsomino, della Castagna e della Noce.
SAN MICHELE
In questa giornata dedicata ai festeggiamenti del Santo si svolge la processione che prevede la presenza della statua, opera di uno scultore genovese vissuto nell’Ottocento. La statua raffigura San Michele nell’atto di sconfiggere il diavolo, rappresentato dal dragone.
Le curiosità su Caravonica
Sacra Sindone: a Caravonica transitò e sostò la duchessa di Savoia che fuggiva dall’assedio di Torino portando con sé la Sindone prima di proseguire verso Imperia ed imbarcarsi per Genova. Tutto ciò accadde nel corso del XVIII secolo. Si trattenne a Caravonica nel palazzo De Thomatis chiamato, appunto per ciò che accadde, il palazzo della Contessa. La reliquia religiosa però non fu mostrata agli abitanti.
Caravonica fu anche la patria degli architetti Ponzello che operarono a Genova e furono i protagonisti delle grandi trasformazioni urbanistiche di questa città nel corso del XVI secolo. Passarono poi al servizio dei Savoia ela loro opera non fu presente solo in Liguria ma anche in vari luoghi dell’Italia nord. Il mulino di proprietà in Caravonica venne poi ceduto e a partire dal XVIII si persero le tracce di questa famiglia.
Anticamente, il borgo di Caravonica era posto proprio sulla strada che conduceva in Piemonte, quella strada che poi, quando la valle di Oneglia fu acquistata dai Savoia, prese il nome di Strada Regia del Piemonte. Questa via era percorsa da carovane di muli che portavano l’olio e il sale nell’entroterra ritornando carichi di grano. Certuni sostengono che Caravonica derivi appunto dalle carovane che vi transitavano numerose.
C’è però un’altra leggenda, molto più poetica. Si racconta che ci fosse un tempo una bellissima fanciulla di nome Nice, dotata di una voce incantevole. Quando andava a pascolare le sue pecore cantava nel silenzio dei prati, la sua voce si spargeva all’intorno e i contadini sospendevano il lavoro per godere quella melodia: la cara voce di Nice, cara vox Nicae e da qui sarebbe derivato il toponimo.
Nei dintorni di Caravonica vi sono le piccole grotte e le fonti sorgive della Bramosa.
La storia del Santuario della Madonna delle Vigne pare sia legato ad una leggenda.
Le nostre manifestazioni
GIUGNO
Caravonica
(2^ settimana) Fiera e festa di Sant’Antonio e sagra della Buridda (sabato e
domenica)
SETTEMBRE
Caravonica
29/09 Festa patronale di San Michele Arcangelo

Un piatto tipico di Aurigo e dell’intera provincia di Imperia è rappresentato dalla torta verde (a turta de gè) che, anticamente in questo borgo veniva chiamata
“L’Alleluja” perché doveva essere pronta per il suono della campana del Gloria del Sabato Santo e non poteva essere consumata prima che il parroco l’avesse benedetta
Oltre all’olio, un P,rodotto che rende fieri gli abitanti di Aurigo è il pane che vanta una notevole traaizione tramandata di paare in figlio.
Aurigo era famoso per i FICHI: i contadini mettevano a dimora una piantina ogni volta che rifacevano un muretto a secco negli uliveti e gli aurighesi erano chiamati “figalei”, amanti dei fichi, dagli abitanti dei paesi vicini. Anticamente i fichi secchi costituivano una notevole risorsa economica: infatti era una delle pochissime forme di assunzione zuccherina. Inoltre questi frutti costituivano merce di scambio con le patate prodotte dai contadini dei paesi dell’alta Valle Arroscia e dell’alta Valle Tanaro.
L
Nel territorio di Aurigo esistono numerose edicole, chiamate anche piloni, che ripercorrono il paese ed arrivano fino alla chiesa di Sant’Andrea.
Inoltre è d’obbligo accennare alla predisposizione degli aurighesi alla musica in tutte le sue forme: dalle manifestazioni sacre e profane, alle serate di corteggiamento, alle canzoni da osteria, dai canti confraternali agli inni religiosi.
Ad Aurigo esiste una tradizione molto antica che viene portata avanti da un gruppo di appassionati (battagliatori) che fanno suonare le campane con le braccia e le gambe con l’ausilio di corde divulgando così dall’alto del campanile vere e proprie melodie.
Aurigo
Giugno
Festa patronale di San Paolo, sagra e serata danzante
Agosto
15/08 Festa dell’Assunzione della Beata Vergine
Settembre
21/09 Festa della Beata Addolorata
Novembre
30/11 Festa di Sant’Andrea e processione verso l’antica chiesa dedicata al Santo.
Poggialto
Febbraio
09/02 Festa di Santa Apollonia
Agosto
17-20/08 Festa di San Bernardo
Ottobre: Festa della Vergine del Rosario
Questo edificio sacro risale al XVII secolo ed è in stile barocco.
L’interno è a navata unica, trasformata dall’artista locale Filippo Marvaldi in un edificio a croce latina.
Si possono ammirare: uno splendido crocefisso ligneo, il gruppo marmoreo della Madonna con il Bambino e la statua della Beata Vergine.
La chiesa si trova poco sopra il borgo, fu eretta nel 1100 e poi ricostruita in stile barocco. Svolse anticamente la funzione di chiesa parrocchiale prima che la popolazione si raccogliesse attorno al castello . Accanto alla chiesa vi è il campanile-torre che era collegato con la “Colombera” una torre di cui non esiste che la base quadrangolare, che era una delle strutture a difesa della valle.
Borgo storico sul percorso del Ponente ligure
San Lazzaro Reale è un affascinante borgo della Valle Impero, situato in posizione strategica alla confluenza tra il rio Trexenda e il torrente Impero. Arroccato su un pendio soleggiato, questo piccolo centro conserva ancora oggi il fascino del suo passato, legato ai grandi itinerari del Ponente ligure.
Il borgo si sviluppa lungo un antico tracciato viario: da qui passavano le mulattiere storiche che, partendo da Oneglia, si diramavano verso il Piemonte e i borghi di crinale e fondovalle della valle. Questi percorsi, fondamentali per il commercio e le comunicazioni nei secoli passati, rendono oggi San Lazzaro un punto d’interesse anche per gli amanti del trekking e della scoperta lenta del territorio.
Un importante segno di questo passato è lo storico ponte in pietra, costruito alla fine del XV secolo e ancora ben conservato. Con le sue due arcate, attraversa il torrente Impero ed è uno dei simboli architettonici del borgo.
La chiesa parrocchiale ospita un interessante trittico della Madonna col Bambino, opera attribuita alla bottega dei Guidi da Ranzo, pittori attivi nel XVI secolo nel Ponente ligure.
San Lazzaro Reale vanta anche un legame con una figura di rilievo nella storia della botanica italiana: Rinaldo Corradi (al secolo Bartolomeo, 1896-1976). Nato nel borgo, Corradi fu tecnico presso l’Erbario Centrale Italiano dell’Università di Firenze. Partecipò a numerose spedizioni botaniche in Africa e collaborò alla stesura dell’Erbario Passerini, includendo molte specie raccolte proprio nel territorio della Valle Impero.
Numerose piante tipiche della regione, come la Campanula sabatia (endemica ligure) e il Crocus ligusticus (delle Alpi Occidentali), furono raccolte da lui nella sua tenuta a Pagan, testimonianza dell’unicità botanica di questi luoghi.
L’economia locale resta oggi legata alla tradizione agricola e, in particolare, alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio extravergine di oliva, attività che ancora oggi caratterizzano il paesaggio e l’identità del borgo.
Piccolissimo borgo, è adagiato sul crinale orientale che scende dal Monte Grande, esso è composto da un gruppo di case di costruzione relativamente recente, disposte tra gli alti crinali della valle Argentina e lungo l’importante strada di collegamento col Piemonte. Nei suoi prati crescono molte varietà di fiori protetti: genziana, genzianella, viola, margherita, lavanda e tulipano dei monti, mentre nei suoi boschi si raccolgono ottimi funghi. Su questi crinali si possono ancor oggi ammirare numerose costruzioni rustiche con pietre a secco tipiche della valle del Maro: sono le caselle costruite dai pastori, come riparo per gli animali e per gli attrezzi.
Borgomaro è il centro più importante dell’alta valle Impero, situato lungo il corso del torrente omonimo fra gli uliveti: è il punto di riferimento per le numerose frazioni distribuite tra oliveti, castagni e pascoli fino ad arrivare al borgo più alto a circa 620 metri di altezza. Le origini si fanno risalire ai Conti di Ventimiglia che fecero erigere il castello (ora solo rudere) da dove a partire dal XV secolo si sviluppò il paese e da dove nel corso dei secoli nacquero numerose attività quali frantoi e mulini. Nel corso dei secoli la zona del Maro passò ai Doria ed infine ai Savoia.
A Borgomaro ricordiamo il pane di San Rocco e i “baxin” che sono dolci gustosi ai sapori del finocchio selvatico. In occasione delle feste pasquali non manca mai sulle tavole la torta di riso e verdura. L’intera vallata è il “paradiso” delle taggiasche: pregiata qualità di olive che viene qui raccolta e trasformata con metodi tradizionali in patè di olive, olive in salamoia ed olio extra vergine di oliva,
Una ricetta assai curiosa si trova a San Lazzaro: “i succui stiassai” a base di zucchine. Anticamente nelle acque del torrente Impero, presso il piccolo borgo di San Lazzaro Reale era praticato uno sport particolare: la pesca alle anguille.
Ad agosto, a Ville San Pietro, in occasione della sagra gastronomica si possono gustare. gli spaghetti “alla berettuna” preparati con numerosi ortaggi di stagione colt1vati localmente e conditi rigorosamente con 0lio extravergine d’oliva ed arricchiti da un ingrediente segreto di cui solo le donne del paese sono orgogliosamente gelose.
A Candeasco esiste un prelibato dolce locale: la bugia: soffice e morbido impasto amalgamato sino a diventare trasparente, fatto saltare nell’olio d’oliva bollente ed infine cosparso a doratura avvenuta con zucchero e limone.
Tra le più particolari possiamo ricordare a Candeasco i festeggiamenti in onore della Madonna degli Angeli (2 luglio); la sera si prepara un grande falò, sulla piazza vicino alla cappella Melissano, con legna di olivo (proveniente dalla pulitura, i “brotti”). lungo la via che parte dall’oratorio e conduce fino alla cappella, tra le fessure aei muretti a secco vi sono tanti mozziconi di candele accesi che rendono ancora più suggestivo l’avvenimento.
Dal 2004 Bor_gomaro accoglie la Comunità Monastica Benedettina, i cui
componenti Ffanno scelto come dimora il complesso della chiesa dei Santi Nazario e Celso. I monaci appartengono alla comunità monastica di Santa Giustina a Padova, e raf?presentano un punto di riferimento per la vita spirituale. La loro casa è provvista di una stanza nella quale è possibile ospitare una per.sona alla volta per ritiri spirituali, o per chi voglia conoscere la vita monastica .“A Ruve du Megu”: E’ un monumentale albero di roverella di circa 350 che si trova nel territorio tra le frazioni di Ville San Pietro e Conio.
GENNAIO
Ville San Sebastiano – Festa patronale 20/01
Ville San Pietro – Festa patronale 1 /1
Borgomaro -festa patronale 17/01
APRILE
Rally di Sanremo lungo le strade della valle del Maro
MAGGIO
Borgomaro Fiera 13/05
Serata danzante e gastronomica “Paella. cunio e gorgonzolla … ” nelle vie del borgo
GIUGNO
Ville San Sebastiano: Festa della Madonna dell’Acquasanta
LUGLIO
Borgomaro:
Serata Gastronomica e serata danzante (Sagra della Porchetta)
Sagra dei Muscoli alla Saracena e serata danzante
Festa di San Giacomo presso omonima chiesa e Santa Messa+ festa all’aperto con musica 25/07
Festa religiosa di 55 Nazario e Celso nell’antica matrice della Valle del Maro
(28/07)
Candeasco:
02/07/02 Festa notturna dei Fuochi presso il Santuario della Madonna degli Angeli. Musica e cena all’aperto. Mille luci accese fra le pietre e grande faro centrale
AGOSTO
1 /8 Ville San Pietro: Festa patronale di San Pietro in Vincoli
3/8 Ville San Pietro: Sagra degli spaghetti alla Berettuna e ballo campestre
5/8 Ville San Sebastiano Festa religiosa della Madonna della Neve presso il
santuario omon1mo
15/8 Maro Castello Festa patronale di Maria Vergine Assunta
16/8 Borgomaro Festa religiosa di San Rocco – Sagra del Pane di San Rocco 20/8 San Bernardo di Conio: festa patronale di San Bernardo
31 /8 San Lazzaro Reale Festa patronale di San Lazzaro
SETIEMBRE
22/9 Conio Festa patronale di San Maurizio – – Sagra dei fagioli – danze
(quarta domenica di settembre) Candeasco Festa religiosa della Madonna della Salute con sagra della bugia
24/9 Ville San Pietro San Raffaele Arcangelo – Festa religiosa
25/9 Borgomaro Fiera commerciale tradizionale
OTIOBRE
2/1 O Ville San Sebastiano 55. Angeli Custodi – Festa religiosa
13/1 O Conio Festa nei Caruggi con mercato degli orti e degustazione dei piatti locali e vendita dei prodotti apici: fagioli, formaggi, castagne, miele, ortaggi – (abbuffata di fagioli sulle tavole imbandite nei carruggi)
NOVEMBRE
21 /11 Borgomaro Festa religiosa di Madonna delle Grazie

Benvenuto nella sezione Notizie di MiaLiguria.it, dove condivido riflessioni e spunti sul territorio ligure. Qui non troverai aggiornamenti quotidiani, ma articoli nati dall’ispirazione e dal desiderio di raccontare la Liguria con il mio punto di vista personale.
Sono storie, luoghi e dettagli che spesso diventano il punto di partenza per conoscere la Liguria in modo più profondo, lento e consapevole.



https://www.mialiguria.it/wp-content/uploads/2023/03/Logo-titolo-home_2A-300x236.png 0 0 Orietta Br https://www.mialiguria.it/wp-content/uploads/2023/03/Logo-titolo-home_2A-300x236.png Orietta Br2020-10-19 08:54:512025-06-20 08:46:21A Conio la festa in onore di San Maurizio e la sagra dei Fagioli

Appunti gastronomici su Cesio.
Rispecchia le tradizioni gastronomiche della valle con piatti semplici ricavati dai prodotti dell’orto.
Le nostre tradizioni.
Il Pasto. Nel borgo di Cesio esiste una tradizione che si rinnova ogni anno nella Settimana Santa: è “U Pasto”, la cena domini che viene organizzata il Giovedì Santo dalla locale Confraternita dedicata a San Giovanni Battista. Alla cena possono partecipare solo gli uomini del paese ed è servita dai confratelli più giovani, le donne sono completamente bandite, la preparazione dei cibi viene effettuata dai confratelli più esperti. Ognuno deve provvedere a portare la “mandià” costituita dai piatti, dalle stoviglie e dalle bevande raccolti in un grande tovagliolo annodato. Il menù si tramanda invariato secondo la tradizione ed è incentrato sul pesce merluzzo.
La cena viene aperta dall’antipasto costituito da tonno sott’olio, acciughe salate, olive in salamoia e verdure tradizionali invernali.
Alla fine della cena vengono poi intonati alcuni canti: il Miserere, il De Profundis ed anticamente veniva anche cantato il Te Deum.
In seguito i partecipanti alla confraternita partono dalla sede e si recano presso l’oratorio della medesima e dove viene nominato il successore del Priore.
Le curiosità su Cesio
Le chiese di San Bartolomeo- San Giacomo e San Benedetto di Arzeno, collocate lungo i tre assi viari che salgono al colle, furono probabilmente, nel basso medioevo, tre strutture assistenziali e benedettine. Fecero tutte parte di un’unica parrocchia e, nei secoli successivi, furono sottoposte all’Ordine di San Giovanni.
Le nostre manifestazioni
MAGGIO
Cesio
Festa religiosa di San Gottardo con processione ed esibizione della banda – Torneo di bocce
LUGLIO
Fraz. Arzeno
San Benedetto festa patronale
Fraz. San Bartolomeo
31/07 Festa Patronale di Sant’Anna
SETTEMBRE
Fraz. Cartari tradizionale processione
NOVEMBRE
13/11 Fraz Cartari. festa patronale
13/12 Cesio Festa patronale di Santa Lucia
DICEMBRE
12/12: Cesio
Festa di Santa Lucia
Cesio:
Notte di Natale Santa Messa di mezzanotte con presepe vivente

Il paese è conosciuto anche per la sua gastronomia: la buridda è il piatto che identifica subito questo bel borgo in Valle Impero!
Appunti gastronomici su Caravonica…
Sagra della Buridda: vera specialità di Caravonica, accompagnata da vini locali: il Vermentino, il Pigato e l’Ormeasco. La ricetta per preparare questa pietanza vede la presenza di cipolla, uno spicchio di aglio, un gambo di sedano, mezza carota, un ciuffo di prezzemolo, un pomodoro, due filetti di acciuga, gronghi, boldrò, sale, pepe, farina.
Le nostre tradizioni
SETTIMANA SANTA
Anche a Caravonica, anticamente, erano previste cerimonie per tale ricorrenza.
Il Mercoledì Santo era d’uso offrire ai ragazzi “una micca” ovvero un tozzo di pane dalla caratteristica forma ovoidale leggermente appuntito e il giorno dopo, ovvero il Giovedì Santo, si ripeteva lo stesso rito riferito gli uomini che ricevevano anche mezzo litro di vino.
IL GIORNO DELCORPUS DOMINI
Le vie del paese erano cosparse di fiori di ginestre che i ragazzi raccoglievano nei boschi per la solenne processione che attraversava il paese.
S.ANTONIO
Quando arrivava la festa di Sant’Antonio, il 13 giugno i giovani erano contenti perché finalmente si poteva ballare. L
Un tempo a Sant’Antonio la fiera si svolgeva sulla piazza della Madonna delle Vigne dove erano presenti anche quattro osterie; di Sant’Anna, del Gelsomino, della Castagna e della Noce.
SAN MICHELE
In questa giornata dedicata ai festeggiamenti del Santo si svolge la processione che prevede la presenza della statua, opera di uno scultore genovese vissuto nell’Ottocento. La statua raffigura San Michele nell’atto di sconfiggere il diavolo, rappresentato dal dragone.
Le curiosità su Caravonica
Sacra Sindone: a Caravonica transitò e sostò la duchessa di Savoia che fuggiva dall’assedio di Torino portando con sé la Sindone prima di proseguire verso Imperia ed imbarcarsi per Genova. Tutto ciò accadde nel corso del XVIII secolo. Si trattenne a Caravonica nel palazzo De Thomatis chiamato, appunto per ciò che accadde, il palazzo della Contessa. La reliquia religiosa però non fu mostrata agli abitanti.
Caravonica fu anche la patria degli architetti Ponzello che operarono a Genova e furono i protagonisti delle grandi trasformazioni urbanistiche di questa città nel corso del XVI secolo. Passarono poi al servizio dei Savoia ela loro opera non fu presente solo in Liguria ma anche in vari luoghi dell’Italia nord. Il mulino di proprietà in Caravonica venne poi ceduto e a partire dal XVIII si persero le tracce di questa famiglia.
Anticamente, il borgo di Caravonica era posto proprio sulla strada che conduceva in Piemonte, quella strada che poi, quando la valle di Oneglia fu acquistata dai Savoia, prese il nome di Strada Regia del Piemonte. Questa via era percorsa da carovane di muli che portavano l’olio e il sale nell’entroterra ritornando carichi di grano. Certuni sostengono che Caravonica derivi appunto dalle carovane che vi transitavano numerose.
C’è però un’altra leggenda, molto più poetica. Si racconta che ci fosse un tempo una bellissima fanciulla di nome Nice, dotata di una voce incantevole. Quando andava a pascolare le sue pecore cantava nel silenzio dei prati, la sua voce si spargeva all’intorno e i contadini sospendevano il lavoro per godere quella melodia: la cara voce di Nice, cara vox Nicae e da qui sarebbe derivato il toponimo.
Nei dintorni di Caravonica vi sono le piccole grotte e le fonti sorgive della Bramosa.
La storia del Santuario della Madonna delle Vigne pare sia legato ad una leggenda.
Le nostre manifestazioni
GIUGNO
Caravonica
(2^ settimana) Fiera e festa di Sant’Antonio e sagra della Buridda (sabato e
domenica)
SETTEMBRE
Caravonica
29/09 Festa patronale di San Michele Arcangelo

Un piatto tipico di Aurigo e dell’intera provincia di Imperia è rappresentato dalla torta verde (a turta de gè) che, anticamente in questo borgo veniva chiamata
“L’Alleluja” perché doveva essere pronta per il suono della campana del Gloria del Sabato Santo e non poteva essere consumata prima che il parroco l’avesse benedetta
Oltre all’olio, un P,rodotto che rende fieri gli abitanti di Aurigo è il pane che vanta una notevole traaizione tramandata di paare in figlio.
Aurigo era famoso per i FICHI: i contadini mettevano a dimora una piantina ogni volta che rifacevano un muretto a secco negli uliveti e gli aurighesi erano chiamati “figalei”, amanti dei fichi, dagli abitanti dei paesi vicini. Anticamente i fichi secchi costituivano una notevole risorsa economica: infatti era una delle pochissime forme di assunzione zuccherina. Inoltre questi frutti costituivano merce di scambio con le patate prodotte dai contadini dei paesi dell’alta Valle Arroscia e dell’alta Valle Tanaro.
L
Nel territorio di Aurigo esistono numerose edicole, chiamate anche piloni, che ripercorrono il paese ed arrivano fino alla chiesa di Sant’Andrea.
Inoltre è d’obbligo accennare alla predisposizione degli aurighesi alla musica in tutte le sue forme: dalle manifestazioni sacre e profane, alle serate di corteggiamento, alle canzoni da osteria, dai canti confraternali agli inni religiosi.
Ad Aurigo esiste una tradizione molto antica che viene portata avanti da un gruppo di appassionati (battagliatori) che fanno suonare le campane con le braccia e le gambe con l’ausilio di corde divulgando così dall’alto del campanile vere e proprie melodie.
Aurigo
Giugno
Festa patronale di San Paolo, sagra e serata danzante
Agosto
15/08 Festa dell’Assunzione della Beata Vergine
Settembre
21/09 Festa della Beata Addolorata
Novembre
30/11 Festa di Sant’Andrea e processione verso l’antica chiesa dedicata al Santo.
Poggialto
Febbraio
09/02 Festa di Santa Apollonia
Agosto
17-20/08 Festa di San Bernardo
Ottobre: Festa della Vergine del Rosario
Questo edificio sacro risale al XVII secolo ed è in stile barocco.
L’interno è a navata unica, trasformata dall’artista locale Filippo Marvaldi in un edificio a croce latina.
Si possono ammirare: uno splendido crocefisso ligneo, il gruppo marmoreo della Madonna con il Bambino e la statua della Beata Vergine.
La chiesa si trova poco sopra il borgo, fu eretta nel 1100 e poi ricostruita in stile barocco. Svolse anticamente la funzione di chiesa parrocchiale prima che la popolazione si raccogliesse attorno al castello . Accanto alla chiesa vi è il campanile-torre che era collegato con la “Colombera” una torre di cui non esiste che la base quadrangolare, che era una delle strutture a difesa della valle.
Borgo storico sul percorso del Ponente ligure
San Lazzaro Reale è un affascinante borgo della Valle Impero, situato in posizione strategica alla confluenza tra il rio Trexenda e il torrente Impero. Arroccato su un pendio soleggiato, questo piccolo centro conserva ancora oggi il fascino del suo passato, legato ai grandi itinerari del Ponente ligure.
Il borgo si sviluppa lungo un antico tracciato viario: da qui passavano le mulattiere storiche che, partendo da Oneglia, si diramavano verso il Piemonte e i borghi di crinale e fondovalle della valle. Questi percorsi, fondamentali per il commercio e le comunicazioni nei secoli passati, rendono oggi San Lazzaro un punto d’interesse anche per gli amanti del trekking e della scoperta lenta del territorio.
Un importante segno di questo passato è lo storico ponte in pietra, costruito alla fine del XV secolo e ancora ben conservato. Con le sue due arcate, attraversa il torrente Impero ed è uno dei simboli architettonici del borgo.
La chiesa parrocchiale ospita un interessante trittico della Madonna col Bambino, opera attribuita alla bottega dei Guidi da Ranzo, pittori attivi nel XVI secolo nel Ponente ligure.
San Lazzaro Reale vanta anche un legame con una figura di rilievo nella storia della botanica italiana: Rinaldo Corradi (al secolo Bartolomeo, 1896-1976). Nato nel borgo, Corradi fu tecnico presso l’Erbario Centrale Italiano dell’Università di Firenze. Partecipò a numerose spedizioni botaniche in Africa e collaborò alla stesura dell’Erbario Passerini, includendo molte specie raccolte proprio nel territorio della Valle Impero.
Numerose piante tipiche della regione, come la Campanula sabatia (endemica ligure) e il Crocus ligusticus (delle Alpi Occidentali), furono raccolte da lui nella sua tenuta a Pagan, testimonianza dell’unicità botanica di questi luoghi.
L’economia locale resta oggi legata alla tradizione agricola e, in particolare, alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio extravergine di oliva, attività che ancora oggi caratterizzano il paesaggio e l’identità del borgo.
Piccolissimo borgo, è adagiato sul crinale orientale che scende dal Monte Grande, esso è composto da un gruppo di case di costruzione relativamente recente, disposte tra gli alti crinali della valle Argentina e lungo l’importante strada di collegamento col Piemonte. Nei suoi prati crescono molte varietà di fiori protetti: genziana, genzianella, viola, margherita, lavanda e tulipano dei monti, mentre nei suoi boschi si raccolgono ottimi funghi. Su questi crinali si possono ancor oggi ammirare numerose costruzioni rustiche con pietre a secco tipiche della valle del Maro: sono le caselle costruite dai pastori, come riparo per gli animali e per gli attrezzi.
Borgomaro è il centro più importante dell’alta valle Impero, situato lungo il corso del torrente omonimo fra gli uliveti: è il punto di riferimento per le numerose frazioni distribuite tra oliveti, castagni e pascoli fino ad arrivare al borgo più alto a circa 620 metri di altezza. Le origini si fanno risalire ai Conti di Ventimiglia che fecero erigere il castello (ora solo rudere) da dove a partire dal XV secolo si sviluppò il paese e da dove nel corso dei secoli nacquero numerose attività quali frantoi e mulini. Nel corso dei secoli la zona del Maro passò ai Doria ed infine ai Savoia.
A Borgomaro ricordiamo il pane di San Rocco e i “baxin” che sono dolci gustosi ai sapori del finocchio selvatico. In occasione delle feste pasquali non manca mai sulle tavole la torta di riso e verdura. L’intera vallata è il “paradiso” delle taggiasche: pregiata qualità di olive che viene qui raccolta e trasformata con metodi tradizionali in patè di olive, olive in salamoia ed olio extra vergine di oliva,
Una ricetta assai curiosa si trova a San Lazzaro: “i succui stiassai” a base di zucchine. Anticamente nelle acque del torrente Impero, presso il piccolo borgo di San Lazzaro Reale era praticato uno sport particolare: la pesca alle anguille.
Ad agosto, a Ville San Pietro, in occasione della sagra gastronomica si possono gustare. gli spaghetti “alla berettuna” preparati con numerosi ortaggi di stagione colt1vati localmente e conditi rigorosamente con 0lio extravergine d’oliva ed arricchiti da un ingrediente segreto di cui solo le donne del paese sono orgogliosamente gelose.
A Candeasco esiste un prelibato dolce locale: la bugia: soffice e morbido impasto amalgamato sino a diventare trasparente, fatto saltare nell’olio d’oliva bollente ed infine cosparso a doratura avvenuta con zucchero e limone.
Tra le più particolari possiamo ricordare a Candeasco i festeggiamenti in onore della Madonna degli Angeli (2 luglio); la sera si prepara un grande falò, sulla piazza vicino alla cappella Melissano, con legna di olivo (proveniente dalla pulitura, i “brotti”). lungo la via che parte dall’oratorio e conduce fino alla cappella, tra le fessure aei muretti a secco vi sono tanti mozziconi di candele accesi che rendono ancora più suggestivo l’avvenimento.
Dal 2004 Bor_gomaro accoglie la Comunità Monastica Benedettina, i cui
componenti Ffanno scelto come dimora il complesso della chiesa dei Santi Nazario e Celso. I monaci appartengono alla comunità monastica di Santa Giustina a Padova, e raf?presentano un punto di riferimento per la vita spirituale. La loro casa è provvista di una stanza nella quale è possibile ospitare una per.sona alla volta per ritiri spirituali, o per chi voglia conoscere la vita monastica .“A Ruve du Megu”: E’ un monumentale albero di roverella di circa 350 che si trova nel territorio tra le frazioni di Ville San Pietro e Conio.
GENNAIO
Ville San Sebastiano – Festa patronale 20/01
Ville San Pietro – Festa patronale 1 /1
Borgomaro -festa patronale 17/01
APRILE
Rally di Sanremo lungo le strade della valle del Maro
MAGGIO
Borgomaro Fiera 13/05
Serata danzante e gastronomica “Paella. cunio e gorgonzolla … ” nelle vie del borgo
GIUGNO
Ville San Sebastiano: Festa della Madonna dell’Acquasanta
LUGLIO
Borgomaro:
Serata Gastronomica e serata danzante (Sagra della Porchetta)
Sagra dei Muscoli alla Saracena e serata danzante
Festa di San Giacomo presso omonima chiesa e Santa Messa+ festa all’aperto con musica 25/07
Festa religiosa di 55 Nazario e Celso nell’antica matrice della Valle del Maro
(28/07)
Candeasco:
02/07/02 Festa notturna dei Fuochi presso il Santuario della Madonna degli Angeli. Musica e cena all’aperto. Mille luci accese fra le pietre e grande faro centrale
AGOSTO
1 /8 Ville San Pietro: Festa patronale di San Pietro in Vincoli
3/8 Ville San Pietro: Sagra degli spaghetti alla Berettuna e ballo campestre
5/8 Ville San Sebastiano Festa religiosa della Madonna della Neve presso il
santuario omon1mo
15/8 Maro Castello Festa patronale di Maria Vergine Assunta
16/8 Borgomaro Festa religiosa di San Rocco – Sagra del Pane di San Rocco 20/8 San Bernardo di Conio: festa patronale di San Bernardo
31 /8 San Lazzaro Reale Festa patronale di San Lazzaro
SETIEMBRE
22/9 Conio Festa patronale di San Maurizio – – Sagra dei fagioli – danze
(quarta domenica di settembre) Candeasco Festa religiosa della Madonna della Salute con sagra della bugia
24/9 Ville San Pietro San Raffaele Arcangelo – Festa religiosa
25/9 Borgomaro Fiera commerciale tradizionale
OTIOBRE
2/1 O Ville San Sebastiano 55. Angeli Custodi – Festa religiosa
13/1 O Conio Festa nei Caruggi con mercato degli orti e degustazione dei piatti locali e vendita dei prodotti apici: fagioli, formaggi, castagne, miele, ortaggi – (abbuffata di fagioli sulle tavole imbandite nei carruggi)
NOVEMBRE
21 /11 Borgomaro Festa religiosa di Madonna delle Grazie

Grazie al clima mite tutto l’anno, visitare i borghi della Valle Impero è sempre un’ottima idea. Qui, fra oliveti secolari e colline profumate di macchia mediterranea, ti aspettano panorami che spaziano dal Mare Ligure alle cime delle Alpi.
Clima piacevole: temperature equilibrate, ideali per passeggiate ed escursioni.
Paesaggi cangianti: dagli ulivi d’argento ai boschi che in autunno si tingono di rosso.
Borghi medievali intatti: carruggi in pietra, logge antiche e chiese barocche.
Sapori autentici: olio extravergine DOP, formaggi d’alpeggio, gastronomia locale da gustare.
Vuoi conoscere ogni segreto di questo angolo di Liguria? Contattami: costruirò per te un itinerario personalizzato tra storia, natura e gusto.
Ti aspetto in Valle Impero. Buone scoperte!
Benvenuto nella sezione Notizie di MiaLiguria.it, dove condivido riflessioni e spunti sul territorio ligure. Qui non troverai aggiornamenti quotidiani, ma articoli nati dall’ispirazione e dal desiderio di raccontare la Liguria con il mio punto di vista personale.
Sono storie, luoghi e dettagli che spesso diventano il punto di partenza per conoscere la Liguria in modo più profondo, lento e consapevole.



https://www.mialiguria.it/wp-content/uploads/2023/03/Logo-titolo-home_2A-300x236.png 0 0 Orietta Br https://www.mialiguria.it/wp-content/uploads/2023/03/Logo-titolo-home_2A-300x236.png Orietta Br2020-10-19 08:54:512025-06-20 08:46:21A Conio la festa in onore di San Maurizio e la sagra dei Fagioli




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