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CHIUSAVECCHIA

Il paese

E’ un piccolo borgo di fondovalle, situato lungo la statale e si estende sul versante sinistro del Torrente Impero. è disposto su due livelli edificati in epoche storiche diverse: quello più antico è il più basso e si trova lungo il percorso della strada antica per il Piemonte, attraversando il centro storico con un tessuto urbano caratterizzato da case a schiera. Ricalca parzialmente il tracciato dell’attuale Via Poeta Pellegrino per poi proseguire in Via Vecchia Piemonte in direzione di Garzi; il secondo invece segue il percorso della strada statale 28. Allo stesso comune appartengono le due frazioni: Sarola ed Olivastri, situate poco più a sud del capoluogo ma sul versante opposto. Dal punto di vista storico le vicende di Chiusavecchia sono legate a quelle della Valle di Oneglia. Appartenne dapprima ai Vescovi di Albenga, poi dalla fine del XIII secolo fu controllata dai Doria ed infine passò sotto il dominio sabaudo. L'economia è da sempre legata alle tradizionali attività legate alla coltivazione dell’olivo da cui deriva un pregiato olio di oliva da parte dei frantoi e delle piccole aziende agricole presenti sul territorio, si sviluppa anche il settore ricettivo e l’espansione di piccole industrie di vario genere.

La nostra cucina

Le tradizioni gastronomiche di Chiusavecchia e della Valle Impero sono fortemente legate alle abitudini della vita contadina. La cucina si basa soprattutto sull’utilizzo di materie prime e povere ma ben elaborate. Tra i piatti ricordiamo il “cundiun” tipica, fantasiosa e variopinta insalata a base di verdure crude: dai pomodori (raccolti negli orti) che rappresentano la base per la preparazione, alle fresche cipolline, cetrioli, aglio, basilico ed olive, uova sode il tutto condito da un pizzico di sale e dal qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva che rende particolarmente gustoso il piatto. Tra gli altri piatti sono ancora da ricordare la torta verde (torta farcita con ripieno di verdure), la cima (involucro di carne farcito da verdure amalgamate con uovo), la farinata (chiamata frisciulata ovvero focaccia a base di farina di ceci con sale olio e cotta al forno); le frittelle di cipolla.

Le nostre tradizioni

A SAROLA, ogni anno si tiene il tradizione Pasto del Giovedì Santo che rappresenta la rievocazione dell’Ultima Cena di Gesù. Questo rito nel piccolo borgo vanta origini antichissime secondo usanze immutate nel tempo e con entusiasmo viene mantenuto vivo dagli abitanti. A questo avvenimento possono partecipare solo gli uomini, le donne invece preparano il pranzo e le più giovani lo servono a tavola (a differenza di Cesio dove invece alla componente femminile è proibito partecipare) e ciascun commensale deve provvedere a portare da casa la mandià (un grosso fazzoletto annodato) contenente i piatti, le posate, il bicchiere ed il fiasco di vino. Da secoli il menù di magro che costituisce “U Pastu” non varia. Si va dalle acciughe sott’olio alla pasta condita con il sugo di noci, al merluzzo bollito, fritto ed in agrodolce. Per chiudere sono servite tre noci a testa. Al termine della cena viene intonato il Miserere.

Il 3 febbraio è il giorno dedicato a San Biagio patrono del paesedi Chiusavecchia. Attualmente questa festa, sempre meno celebrata, non riveste più l’importanza che aveva nei tempi passati. Parecchi anni or sono in questo giorno il paese viveva un’atmosfera tutta particolare. Le persone cominciavano a festeggiare fin dal mattino, molta gente giungeva dai paesi vicini restandovi tutto il giorno e spesso anche alla sera tardi perché vi erano grandi festeggiamenti. Al mattino, così come al pomeriggio partecipavano tutti quanti alle Sante Messe (una al mattino ed una al pomeriggio) celebrate in onore di San Biagio. Si racconta che terminata la funzione pomeridiana si portasse il busto del Santo in processione per il paese. Ma i portatori erano spesso stanchi e le fermate alle osterie obbligatorie. Lì in nome… del Santo e della sua religiosità, si brindava fino a quando i bicchieri di vino si scioglievano in canti. Era una festa poco religiosa ma era l’anima della gente semplice e sicuramente sarà stata accolta dal Santo con benevola tolleranza! Alla sera vi era anche il ballo e data la numerosa presenza di persone, era diviso in due “piste” ovvero una sulla piazza principale e l'altra sul “canto” una via secondaria ovvero la Via Poeta Pellegrino. Da alcune testimonianze scritte si desume che nel secolo scorso il 3 febbraio alle celebrazioni religiose vi era anche una grandiosa fiera dedicata soprattutto alla compravendita di maiali. Oggi dei festeggiamenti del passato rimane solo il bel ricordo, non vi è più la fiera e nemmeno l’allegria che invadeva per un giorno tutto il paese......bei tempi!

La fiera di giugno (anticamente primo giugno ora si tiene il 2 giugno) è una tradizione che fortunatamente resiste nel tempo, anche se ha perso molto del suo antico significato ovvero la compravendita di bestiame. Oggi tale commercio è molto diminuito, è rappresentato per lo più da banchi di altro genere: scarpe, vestiario, fiori, giocattoli etc.. ma la fiera è una delle occasioni per vedere Chiusavecchia così affollata e viva. Alla sera, terminata la fiera i festeggiamenti continuano presso il campo sportivo, la nuova struttura situata in fondo al paese, dove oltre ad una piacevole serata danzante con un’orchestra vi è la sagra organizzata da una associazione locale. Sono preparati i piatti tradizionali della cucina ligure ed occorrono molte ore per la preparazione di queste pietanze, ma la fatica è ampiamente ricompensata da una numerosa partecipazione di persone che accorrono non solo dai paesi vicini ma anche dai centri della riviera. Scorre così la serata in allegria: tra cibo, musica e qualche bicchiere di buon vino.

L'8 settembre’ una giornata speciale per Chiusaveccchia, dedicata ai festeggiamenti della natività di Maria. Durante il giorno le funzioni religiose si celebrano presso il Santuario dell’Oliveto posto sopra il paese ed al pomeriggio si svolge la celebre processione con la presenza di numerose statue portate a spalla da uomini. La processione si snoda per le vie del paese e ritorna al Santuario. Nella settimana “dell’otto” sono organizzate anche alcune manifestazioni di tipo culturale, folcloristico e sportivo. Si gioca “alla balletta” (pallapugno) con la presenza di squadre rappresentanti i vari rioni del paese, alla sera si assiste alla rappresentazione di commedie dialettali recitate da compagnie locali. Negli ultimi anni è prevista anche una serata con cena a base di trippe che è organizzata presso “la contrada dei belli” (l’antica strada per il Piemonte); a questa manifestazione è prevista la partecipazione di numerose abitanti del paese e di coloro che tornano a Chiusavecchia per passare le proprie ferie. La serata si conclude con una piacevole serata danzante offerta da una piccola orchestrina.

Ad Olivastri, nel periodo natalizio si può ammirare il bel presepe. Situato nel vecchio forno del paese, viene realizzato tutti gli anni, con alcune statue sono state realizzate a mano. Il presepe ogni anno torna a rivivere nell’antico forno con le volte annerite dalla fuliggine in una magia di suoni di luci e di colori. L’umido odore del muschio avvolge e quasi protegge piccoli personaggi, alcuni animati, così come la donnina che macina il caffè o due ometti intenti all’abbacchiatura delle olive o con l’allegro sgocciolio dell’acqua e lo scricchiolio lento della ruota del mulino. Silenziosi asinelli lavorano alla macina del “gumbo a sangue”; cuppi e ciappe si rincorrono sui tetti delle case. Il tinitinnio della campana della chiesa e il suono di una melodia nascosta fanno da colonna sonora a questo piccolo mondo antico fatto di tante piccole cose semplici e piene di ricordi

Le curiosità su Chiusavecchia

Tra le vicende storiche salienti, va ricordata l'occupazione degli Spagnoli che nel 1614 erano sbarcati ad Oneglia con una flotta di 56 galere. Nel 1692 proprio da Chiusavecchia giunse la riscossa dei miliziani del luogo che in questa occasione riuscirono a respingere l'assalto dei francesi sbarcati ad Oneglia. Quelle gesta eroiche vennero narrate dal poeta-chierico Pellegrino da Chiusavecchia, in un'opera celebrativa in 926 versi scritti in latino, seguendo uno stile virgiliano. A Pellegrino è dedicata una strada interna del paese, che un tempo era la via principale.

Chiusavecchia è anche luogo natale di una delle più famose soprano nel mondo: Mariella Devia.

Da alcuni mesi Chiusavecchia, insieme ad altri paesi della Valle Impero, Arroscia e del Basso Piemonte hanno deciso di formare un’associazione che prende il nome di Via del Sale – Strada Reale e che ricalca l’antico percorso che i prodotti svolgevano per gli scambi commerciali. Questa iniziativa è nata grazie ai forti legami che da sempre uniscono questi territori. Gli enti coinvolti sono caratterizzati dall’avere sul proprio territorio e nella storia caratteri comuni. Ciò assume particolare rilevanza per la riqualificazione ambientale e la valorizzazione delle risorse.

Mulino di Roccanegra o di Chilotto: da poco tempo è stato restaurato e riportato sull’antico stile. E’ un centro per lo svolgimento di attività culturali come mostre o convegni.

A Chiusavecchia, sul marciapiede lungo la via principale campeggia un bel disegno che rappresenta la coltura dell'olivo.

Le nostre manifestazioni

MANIFESTAZIONI

FEBBRAIO

3/2 Chiusavecchia: festeggiamenti in onore dei Santi Patroni: San Biagio e San Francesco di Sales.

PERIODO PASQUALE: Sarola tradizionale Cena Domini

GIUGNO

2/6 Chiusavecchia: tradizionale fiera lungo la via principale. In serata sagra e serata danzante.

LUGLIO

16/7 Olivastri: festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine.

SETTEMBRE:

8/9 Chiusavecchia: festeggiamenti in onore della nascita di Maria.

NOVEMBRE

21/11 Olivastri: festeggiamenti in onore della Presentazione della Vergine al Tempio

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La gastronomia

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